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 cervello Studio specialistico del dott. Vincenzo Vernaglione
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Neurologia e psichiatria

In virtù delle specializzazioni in malattie nervose e mentali, e quindi con competenze sia in neurologia, sia in psichiatria, cosa ormai rara, il dottor Vincenzo Vernaglione, medico neuropsichiatra, ha potuto maturare esperienze in campi diversi: già ospedaliero, già consulente INPS, già convenzionato INAIL, già CTU del Tribunale, già convenzionato di medicina del lavoro, con lunga esperienza in elettroencefalografia e psicoterapia. Oltre che alla diagnosi e alla terapia farmacologica delle patologie di interesse psichiatrico, il dott. Vincenzo Vernaglione esegue psicoterapia e somministra test classici e moderni (dal Rorshach al Q.I., ecc.).
Coadiuva la dott.ssa Elena Bianca Mottolese, laureata in Pedagogia, assistente tecnica psicometrista.
Lo Studio, se necessario, per i piccoli pazienti si avvale della consulenza della dott.ssa Valeria Vernaglione, specialista in pediatria.

Settori di diagnosi e terapia

Psichiatria
Neurologia
Malattie nervose e mentali
Elettroterapia
Elettroencefalografia EEG
Approcci psicoterapeutici
Psicometria
Test mentali e psichiatrici
Diagnosi schizofrenia ed epilessia
Cura delle cefalee ed emicranie
Diagnosi autismo
Diagnosi dislessia

Termini  scientifici

Si ritiene utile fornire una breve descrizione dei principali termini delle scienze neurologiche e psichiatriche tratti da Wikipedia.
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda ai seguenti link:
 http://it.wikipedia.org/wiki/Neurologia
 http://it.wikipedia.org/wiki/Psichiatria

La neurologia è una specializzazione della medicina che studia le patologie del sistema nervoso centrale, del Sistema periferico somatico e del Sistema nervoso periferico autonomo.

Fino agli anni '70 in Italia la trattazione delle malattie del sistema nervoso includeva in un unico "corpus" sia le patologie della mente sia le patologie "organiche", per cui la disciplina allora professata era definita "neuropsichiatria".

Successivamente i due ambiti vennero articolati, scientificamente, clinicamente e didatticamente, in neurologia e psichiatria. In tutto il mondo i due ambiti di studio sono solitamente praticati separatamente, indipendentemente dall'esperienza italiana, soprattutto per l'enorme mole di dati e conoscenze che entrambi hanno accumulato negli ultimi 50 anni, e per cui risulta ormai difficile condensarli in un solo ciclo di insegnamento.

Le malattie del sistema nervoso vengono distinte sia in base all'anatomia sia in base all'etiopatogenesi.

Malattie neurologiche

Le malattie neurologiche sono di competenza della neurologia, per il loro studio e la loro diagnosi. La neurologia si interessa di queste malattie sulla base della sede della lesione al cervello e assume che le malattie neurologiche siano in stretta relazione con la sede della lesione.

In altri termini, ciò significa che lesioni in sedi diverse del cervello, producano sintomi diversi - anche se le lesioni sono state provocate dalla stessa malattia o causa e che malattie neurologiche diverse, se interessano la stessa lesione del sistema nervoso, possano produrre sintomi e segni simili o identici fra loro.

La psichiatria è la branca specialistica della medicina che si occupa della prevenzione, della cura e della riabilitazione dei disturbi mentali dal punto di vista teorico e pratico. Essa è definibile come una "disciplina di sintesi", in quanto il mantenimento e il perseguimento della salute mentale, che è lo scopo fondamentale della psichiatria, viene ottenuto prendendo in considerazione diversi ambiti: medico-farmacologici, neurologici, psicologici, sociologici, giuridici, politici.

In particolare, rispetto alla psicologia, la psichiatria è sovente maggiormente orientata verso l'identificazione del disturbo mentale o psicologico come derivante da un malfunzionamento a livello fisiologico del sistema nervoso centrale.

La diagnosi psichiatrica è un processo complesso, che si avvale di valutazioni anamnestiche, colloqui clinici, test e reattivi psicopatologici, e, quando necessario, anche di altre valutazioni mediche e psicologiche (internistiche, neurologiche, psicologiche, sociali).

La terapia psichiatrica prevede solitamente un trattamento farmacologico oppure psicoterapeutico (o, spesso, una combinazione di entrambi); nei casi più gravi si associano solitamente trattamenti supportivi e riabilitativi, anche di tipo sociale.

Eccezionalmente, in casi gravi ed acuti, ed in condizioni ben determinate (con specifiche tutele di legge), può essere necessario un Trattamento sanitario obbligatorio (TSO), di durata limitata nel tempo. Il TSO viene disposto dal Sindaco su proposta motivata di un medico controfirmata poi da un secondo medico, generalmente psichiatra, dipendente di una struttura pubblica. Il ricovero in regime di TSO viene effettuato in una Struttura Pubblica appositamente disposta nell'Ospedale Generale (i reparti di "Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura", SPDC). Il TSO, che viene attuato solo in caso di gravi scompensi psichiatrici acuti con assenza di capacità di intendere e di volere, viene per legge disposto solo qualora una persona presenti pericolo per sé o per altri, richieda cure urgenti e le rifiuti, e non sia possibile prendere adeguate misure alternative extraospedaliere; il TSO ha sempre una durata precisa (una settimana massima, rinnovabile solo in presenza di gravi problematiche cliniche).

La professione psichiatrica

Nell'ordinamento italiano lo psichiatra è un laureato in medicina e chirurgia con specializzazione post-lauream in psichiatria, quindi è prima di tutto un medico: può prescrivere farmaci generici e/o psicofarmaci con regolare ricetta medica e richiedere e valutare esami clinici (EEG, TC, PET, MRI).

Il Medico specialista in Psichiatria è anche abilitato - previa richiesta formale di annotazione in apposito elenco presso il proprio Ordine Provinciale di riferimento - all'esercizio della Psicoterapia, differentemente dagli Psicologi che, per poter esercitare la Psicoterapia, devono ottenere una specializzazione specifica.

L'ansia è uno stato psichico, prevalentemente cosciente, di un individuo caratterizzato da una sensazione di paura, più o meno intensa e duratura, che può essere connessa o meno ad uno stimolo specifico immediatamente individuabile (interno o esterno) ovvero dunque una mancata risposta di adattamento dell'organismo ad una qualunque determinata e soggettiva fonte di stress per l'individuo stesso.

Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e durata variabile dai 2 agli 8 minuti. In alcuni casi la durata è maggiore, dalle due alle tre ore, e possono susseguirsi più attacchi consecutivi. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), tachicardia, sensazione di soffocamento o asfissia. La manifestazione è significativamente diversa da quanto avviene negli altri tipi di disturbi di ansia,

L'autismo, chiamato originariamente Sindrome di Kanner, è considerato dalla comunità scientifica internazionale un disturbo che interessa la funzione cerebrale; la persona affetta da tale patologia mostra una marcata diminuzione dell'integrazione sociale e della comunicazione. Attualmente risultano ancora sconosciute le cause di tale manifestazione.

Più precisamente, data la varietà di sintomatologie e la complessità nel fornirne una definizione clinica coerente e unitaria, è recentemente invalso l'uso di parlare, più correttamente, di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA o, in inglese, ASD, Autistic Spectrum Disorders).

Cefalee primarie

Le cefalee primarie sono quelle non secondarie ad altre patologie cranio-facciali; si possono dividere in tre gruppi principali:

  • Emicrania.
  • Cefalea di tipo tensivo (CTT)
  • Cefalea a grappolo o Cluster headache

Se queste cefalee primarie diventano croniche, può risultare difficile distinguerne l'origine, poiché spesso in questi casi tendono ad avere una componente mista (tensionale, a grappolo, emicrania "trasformata").

Cefalee secondarie

Le cefalee secondarie sono dovute ad un processo identificabile. La cefalea è sintomo di un'altra patologia.

  • Da lesioni intracraniche (processi occupanti spazio, modificazioni pressorie del liquor, alterazioni meningee)
  • Da lesioni extracraniche (oculari, nasali e paranasali, orecchi, denti, bocca)
  • Traumatiche e post-traumatiche
  • Da nevralgia
  • Da allergie[2]
  • Secondarie a patologie internistiche (vascolari, da assunzione/interruzione di sostanze, infettive, ormonali, metaboliche)

La cefalea, come espressione di una malattia cerebrovascolare, può rappresentare in alcuni casi un sintomo di notevole rilievo, mentre in altri può non comparire costantemente.

La recente insorgenza, soprattutto in pazienti con anamnesi positiva per fattori di rischio vascolare, la modificazione di sede o di qualità della cefalea, la presenza di altre malattie sistemiche o di particolari fattori scatenanti, la coesistenza di altri sintomi neurologici, rappresentano circostanze che impongono un approfondimento diagnostico, in quanto suggestive di una genesi secondaria del sintomo cefalea.

Sono state praticate parecchie indagini biologiche, elettrofisiologiche, vascolari, di diagnostica per immagini ma, allo stato attuale delle conoscenze, nessuna di esse ha valore di test diagnostico per le cefalee.

Quasi sempre, infatti, la diagnosi è clinica ed è basata su un'accurata raccolta anamnestica.

La depressione è una patologia dell'umore, tecnicamente un disturbo dell'umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il "funzionamento" di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale

La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Fanno parte della dislessia la disortografia e la disgrafia.

La psicoterapia è una pratica terapeutica, ad opera di uno psicoterapeuta, che si occupa della cura di disturbi psicopatologici della psiche umana di natura ed entità diversa, che vanno dal modesto disadattamento o disagio personale fino alla sintomatologia grave, e che possono manifestarsi in sintomi nevrotici oppure psicotici tali da nuocere al benessere di una persona fino ad ostacolarne lo sviluppo, causando fattiva disabilità nella vita dell'individuo.

L'epilessia (dal greco "sono preso, sono colpito da qualcosa") è una condizione neurologica (in alcuni casi definita cronica, transitoria in altri, per es: un episodio epilettico accaduto nella vita mai più ripetutosi) caratterizzata da ricorrenti e improvvise "crisi epilettiche".

La crisi epilettica è un evento parossistico causato dalla scarica improvvisa, eccessiva e rapida di una popolazione più o meno estesa di neuroni che fanno parte della sostanza grigia dell'encefalo (definizione di John Hughlings Jackson). L'aggregato di neuroni interessati dalla scarica viene definito "focolaio epilettogeno".

L'ipnosi è un fenomeno psicosomatico che coinvolge sia la dimensione fisica, sia la dimensione psicologica del soggetto. È una condizione particolare di funzionamento dell'individuo che gli consente di influire sulle proprie condizioni sia fisiche, sia psichiche e sia di comportamento.
È opportuno differenziare i termini: ipnosi e ipnotismo, intendendo con "ipnosi" lo stato particolare, psicofisiologico (trance) del soggetto e con "ipnotismo" la metodica e le tecniche impiegate dall'ipnotizzatore per realizzare l'ipnosi.
Attraverso l'ipnosi o l'autoipnosi è possibile accedere alla dimensione inconscia ed emotiva del soggetto.
Attualmente l'ipnosi è impiegata scientificamente nella ricerca clinica e in ambito terapeutico (ipnositerapia da non confondere con ipnoterapia che riguarda la terapia del sonno).

L'insonnia è un termine con il quale si intende sia il deficit quantitativo di sonno, cioè il dormire per un tempo non ragionevole o il non dormire affatto, sia il deficit qualitativo, cioè il dormire male, in maniera non riposante. Coloro che ne soffrono di solito lamentano di non essere in grado di dormire che per pochi minuti alla volta o di agitarsi nel letto durante la notte.

Dato il carattere indispensabile del sonno per l’equilibrio psicofisico dell’individuo, il problema dell’insonnia acquista un rilievo particolare. Se l'insonnia continua per più di alcune notti di seguito può divenire "cronica" e causare un deficit nel sonno che è estremamente nocivo per la salute dell'insonne

 
 


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Tel.: 099 337726
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martedì e giovedì dalle ore 16 alle ore 20
Email: vincenzo.vernaglione@libero.it


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Last update: 2013 jan 01


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